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Iahvé è
Sono la doccia fredda in una mattina d’inverno. Sono le candele
nel buio che compongono melodie. Sono un pulcino che non ne vuole sapere
di seguire i consigli della chioccia. Sono una foto venuta mossa di cui
è difficile delineare i contorni. Sono il tramonto che nessuno
contemplerà mai. Sono la notte insonne d’estate trascorsa a fumare al
fresco del terrazzo. Sono il cielo stellato senza più una stella. Sono
il letto disfatto dopo una notte di sesso senza limiti. Sono il bus a
due piani che scorrazza mellifluo per la città. Sono la tenda che si
apre e lascia senza fiato l’incauto osservatore. Sono la bambina che
gioca con le scarpe col tacco e la borsa della mamma. Sono la pubblicità
del Martini. Il pollice di lui che indugia sulle labbra. Ed il culo
perfetto di lei che lentamente si svela. Sono un neonato che dorme in
una cassetta della frutta. Sono la folla violenta di Woodstock. Sono il
trono del re ormai vuoto, si son fottuti anche la corona. Sono la
villetta di campagna con il tetto ricoperto di edera. Sono la barca a
remi abbandonata al largo dalla marea. Sono la setta religiosa rinchiusa
nel capannone di fronte casa. Sono l’urlo di felicità dopo la
telefonata tanto attesa. Sono la porta che separa i detenuti dalla
libertà. Sono il bacio rubato in mezzo alla folla. Sono l’anziana
signora che conserva intatto il suo fascino. Sono il carro degli zingari
che si vedeva una volta nei film. Sono la mano che mantiene la
sigaretta. Sono il bambino che guarda la neve cadere fuori dalla
finestra. Sono la puttana che aspetta il prossimo cazzo senza palle
appoggiata al muro di un vicolo. Sono il tifo durante la finale del
mondiale di pallavolo femminile. Sono una grassa vecchia spogliarellista
con il culo cadente. Sono la fila dei bambini che aspettano il loro
turno per mangiare. Sono il diamante dell’anello alla mano della
contessa Porompompin. Sono il profumo mai dimenticato che
improvvisamente ci riporta indietro di anni. Sono il vento, gli sguardi,
il buio e la luce. Sono un bambino che ha appena imparato a parlare.
Sono un uomo che non vuole saperne di invecchiare. Sono la mia
coscienza, la mia morale e la mia fede. Sono l’attesa, la rinuncia ed
il silenzio. Sono la fretta, il voglio tutto e il subito. Sono l’eco
nella strada vuota di notte. Sono l’errore che hanno dimenticato di
correggere. Sono la primavera che diventa subito inverno. Sono la
domanda e la risposta. Sono l’ospite indesiderato alla festa di
compleanno. Sono l’acqua per gli assetati, il cibo per gli affamati,
il sesso per gli astenuti. Sono la ricompensa del pensiero. Sono la
verità spiaccicata sul muro. Sono gli occhi di chi non vuole vedere.
Sono la bocca di chi non vuole dire. Sono le orecchie di chi non vuole
ascoltare. Sono l’inizio e sono la fine. Sono il Dio vivente, il Dio
dei vivi, il Dio unico e universale, il Dio spirito, il Dio onnipotente,
il Dio eterno, il Dio immenso, il Dio infinito, il Dio buono, il Dio
santo, il Dio forte, il Dio giusto, il Dio onnisciente, il Dio amore, il
Dio salvatore e consolatore, il Dio giudice di tutto il mondo. Sono
Iahvé, sono Dio, sono il mio Dio. E sono frocio.
Iahvé ricorda
Frammenti di un passato mai
dimenticato Iahvé
dice
Quando la vita diventa parola. E si confonde. Si unisce. Si trasforma.
Fino a creare un uomo. Che non è mai esistito. Né mai esisterà.
Eppure c'è. E' qui davanti a voi. E non resta in silenzio. Abolirà i
cliché. Spazzerà via i luoghi comuni. Scaraventerà giù dalla
scogliera una storia che qualcun altro ha scritto per lui. Per
cominciare tutto daccapo. In onore della libertà di idee e di pensiero.
E se i pensieri assumono una loro forma. Ed un loro colore. Ed una vita
propria. Cosa diranno quando si sveglieranno e scopriranno che sono Dio?
Percorsi di Iahvé
Amnesty
International
Libertà di stampa
Hunger Site
Vecchio Testamento
oggi
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
Hanno letto la parola di Iahvé...
*loading* anime e corpi
Figli di Iahvé
Amos
Dalila
Emmanuele
Iefte
Maddalena
Rahab
Susanna
Iahvé ha detto
“Soggiunse: <<Non potrai vedere il mio Volto, perché nessun
uomo resterà vivo dopo avermi veduto>>. Disse ancora Iahvé:
<<Ecco un luogo presso di me. Tu starai sopra la rupe: quando
passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti
coprirò con la mia mano finché sarò passato. Poi ti toglierò la mia
mano, e vedrai il mio dorso, ma il mio Volto non si può vedere>>.”
(Es 33, 20-23)
La melodia di Iahvé
"Winter wind"
(Chopin)
Scrivi a Iahvé
Iahvé
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mercoledì, febbraio 23, 2005
Qualcuno sa indicarmi la strada per Bula Bula? Credo che nel mio corredo cromosomico ci sia qualche tripletta codificata con la voce di Mina. Non sono un suo fan, non compro i suoi album, non conosco nemmeno tutte le sue canzoni. Ma quando, per caso o per scelta, ascolto la sua voce, qualcosa di assopito dentro me si risveglia portandomi in luoghi dove coscientemente so di non essere mai stato. E’ accaduto così anche per il suo ultimo album. Il primo per me ascoltato per intero. Bula Bula è un gran bel disco. Tredici canzoni perfette, rese ancora più perfette da alcune imperfezioni spontanee tipiche dello stile di lavoro della signora Mazzini, che spaziano in diversi territori senza alcuna confusione per l’orecchio. Un album di musica leggera con testi azzeccati e musicisti straordinari che in più punti fanno l’occhiolino al jazz. E ti ritrovi così per mano ad una lunga treccia rossa che ti accompagna in un breve viaggio ad occhi chiusi. E quando poi, infine, li riapri, ti viene spontaneo chiederti: ma questo Bula Bula dov’è? E’ stato solo un sogno o ci sono appena stato per davvero? Non esistono risposte, io almeno non le ho trovate. Sono riuscito solo a chiudere gli occhi ed a premere nuovamente play. E poi ancora ed ancora. Play.
giovedì, gennaio 06, 2005
Piccole donne crescono.
La storia d’amore di Carrie si è conclusa con una telefonata martedì pomeriggio. Due anni, due mesi ed una manciata di giorni in cui Diego è stato l’assoluto protagonista della sua vita. Tante parole, tanti pensieri, tante energie. L’intera sua esistenza immolata sull’altare di un uomo che per qualche strana ragione aveva assunto nella sua mente i connotati perfetti del suo ideale. E poi la fine, improvvisa ed inaspettata. Sapevo già da tempo come sarebbe andata a finire, ma non credevo che sarebbe finita proprio adesso. Ed invece Carrie mi ha sorpreso, dimostrando una fermezza d’animo che non immaginavo possedesse. Negli ultimi mesi mi ha ripetuto decine di volte che al momento giusto avrebbe voltato pagina senza fare troppe storie. Ed io ogni volta le ho domandato quando sarebbe stato il momento giusto. E lei ogni volta mi guardava, sbarrando gli occhi. Poi abbassandoli mi diceva a voce bassa che l’avrebbe riconosciuto. “Saprò riconoscere il momento giusto, non si può non riconoscerlo”. Le sorridevo, per quella tenerezza che sa suscitare il suo sguardo le rare volte che s’intimidisce. Ma non le ho mai creduto. E mi sbagliavo, me ne sono reso conto spiandola nelle ultime ore. Ha saputo riconoscere il momento giusto ed ha girato pagina come se stesse sfogliando l’ultimo numero di Vogue. Con una semplice naturalezza che così poco si addice ai suoi modi affettati. Ha dimostrato coraggio e caparbietà volendo vivere fino in fondo il suo sogno. Ed ha dimostrato altrettanto coraggio e risolutezza chiudendo il suo grande cerchio al momento opportuno. Cazzo, quanto sono fiero di lei.
martedì, dicembre 21, 2004

La voce d'angelo si è spenta.
venerdì, dicembre 10, 2004
Facciamo un po’ di chiarezza. Era un gioco, almeno per me è cominciato come un gioco. Ma negli ultimi giorni sta prendendo una piega che non mi piace per niente. Il concorso di Mister Blog è un non concorso, dal momento che non si vince nulla. Ma questo non sembra essere chiaro a tutti i partecipanti. Le polemiche sono cominciate subito dopo la pubblicazione della prima classifica. Che ci fa un frocio al primo posto? Ne sono state dette di tutti colori in queste due settimane. E sinceramente non mi va di dare ancora spazio a voci che prendono forma nelle teste di presunti filosofi sbarbatelli o a giovani uomini che giocano ancora con le tartarughe ninja. Ognuno è libero di pensarla come preferisce, ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ognuno è libero di polemizzare quanto crede. L’omosessualità è contro natura? Può darsi. Il primo posto in classifica di Carrie non è meritato? Può darsi. Carrie e Iahvé sono la stessa persona? No, questo non è vero. Ed in questa pagina voglio chiarire le idee a chi segue i miei blog da prima che iniziasse questo gioco ed a chi interessa davvero sapere chi sono. Carrie è un ragazzo estroverso, simpatico, con la battuta pronta. Iahvé è un uomo chiuso, noioso, poco incline alla facile battuta. Carrie ama fare shopping ed andare il sabato sera in discoteca. Iahvé non distingue una camicia di Gucci da una camicia di Versace ed al sabato preferisce assistere ad un concerto di musica cassica. Carrie è innamorata dell’amore e soffre da cani ogni volta che il suo cuore viene calpestato. Iahvé è il cinismo fatto persona ed il suo cuore è rinchiuso in un cassetto da cui non ha alcuna intenzione di tirarlo fuori. Carrie scrive di relazioni amorose. Iahvé scrive di relazioni interpersonali. Carrie non sa cosa sia la politica. Iahvé in materia politica cita Fossati, definendosi “un uomo libero, né destra, né sinistra”, ma vota sinistra, “com’è giusto che sia”. Carrie ascolta Alanis Morissette e Geri Halliwell. Iahvé ascolta solo jazz, musica classica e musica lirica. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma non credo sia necessario andare avanti. Dentro di me vivono diverse persone. Carrie, Iahvé, Astianatte e Chicco, solo per citarne qualcuno. Ognuno di loro ha una personalità ben distinta: diversi gli interessi, diversi i modi di affrontare la quotidianità, diversi anche i modi di relazionarsi agli altri. Poco prima dell’estate un amico mi suggerì di leggere una raccolta di poesie di Pessoa che secondo lui mi avrebbe chiarito questa mia peculiarità. Ed in effetti fu tutto più chiaro dopo la lettura. O meglio, mi fu più chiara la domanda che dovevo pormi. Ero pazzo? Restai in silenzio nella mia stanza per due giorni di fila. Pensando a quello che accadeva dentro di me. Era un mio gioco? O io ero il gioco di qualcun altro? Erano personaggi creati da me? O erano stati loro a creare me? Erano frutto della mia fantasia e quindi ero io a controllare loro o erano loro a controllare me? Com’era possibile che dentro di me potessero esserci quattro, dieci, cento persone diverse? E soprattutto che possibilità avevo di tenerli in equilibrio, dal momento che ognuno di loro avanzava richieste per lo più opposte a tutte le altre? Non trovai risposte. Forse non esistevano nemmeno delle risposte. Schizofrenia, spiccata immaginazione, una grande stronzata. Ogni risposta potrebbe andare bene. Ma quando finalmente uscii dalla mia stanza decisi che non avrei abbandonato i miei burattini in un angolo. Avevano bisogno di me per vivere. Ed io mi sentii pronto a qualsiasi sacrificio pur di vedere ancora il sorriso di Carrie scoppiare all’improvviso sul suo volto, pur di ascoltare i discorsi notturni senza fine di Iahvé, pur di osservare il piccolo Chicco addormentarsi tra le mie braccia, pur di litigare ancora con Astianatte per convincerlo ad uscire di casa. Non è semplice la vita che ho scelto, non lo è per niente. Ma è la mia vita. E non la cambierei per nessun’altra al mondo. Francesco
mercoledì, dicembre 08, 2004
“TERZA PROVA CONCORSO MISTER BLOG”
Descrivi la tua reazione per ognuna delle seguenti situazioni:
1 - ricevi un commento offensivo ma anonimo
Sorrido. E non replico.
2 - ricevi un commento offensivo e l'utente ti lascia l'indirizzo del suo blog
Sorrido. E replico.
3 - ricevi un commento da una blogstar
Lo cancello.
4 - ricevi un commento nel quale ti viene richiesto uno scambio di link, ma il blog in questione non è per niente di tuo gradimento
Lo ignoro.
5 - ricevi un invito a partecipare ad un blog-raduno
Partecipo solo se ci saranno anche CarrieBradshaw e Nietzsche85. Sarebbe un incontro da non perdere. Soprattutto per tastare le reazioni del sedicente filosofo vis a vis con un metro e ottanta di testosterone.
6 - ricevi un invito a partecipare ad un multiblog di poesie
Rifiuto. Non ho la grazia necessaria.
7 - qualcuno che non vorresti mai ti leggesse è venuto a conoscenza del tuo link
Dopo che lo ha letto Dio (e l'ha già fatto), lo può leggere chiunque.
8 - ricevi un messaggio privato intrigante con tanto di numero cellulare
Ricambio con un messaggio altrettanto intrigante. Accompagnandolo con un numero 144.
9 - scopri che un blogger ha copiato pari pari un tuo post e lo ha spacciato per suo
Lo capirei. Anch'io copierei i miei post, se non sapessi scriverli.
10- la Redazione ti comunica che il tuo blog non sarà accessibile per un mese
Andrò a più concerti di musica classica.
11- qualcuno ha scoperto la tua password e ti ha cancellato tutto il blog
Verrà punito dalla giustizia divina.
12- vinci il concorso di Mister Blog
Lo dedico a tutti coloro che hanno paura della diversità. Sia essa sessuale, razziale o culturale.
Mister Blog
martedì, novembre 30, 2004
“SECONDA PROVA CONCORSO MISTER BLOG”

Sacra Bibbia
Volume I
Dopo le tazzine da saké, le foto delle foche monache, gli anelli da alluce, e tutte le altre utilissime collezioni, la Del Prado propone una nuova imperdibile raccolta a fascicoli: la Sacra Bibbia. Una serie di 1500 personaggi biblici con allegati 1500 volumi dallo stile elegante e raffinato che renderanno unica la vostra biblioteca. Non perdete il primo numero, con la miniatura di Caino che spinge Abele nel burrone. Costa solo un euro.
Dialogo con Gorge Bush.
- Allora signor Iahvé lei è qui per?
- Per chiederle di girare la pubblicità di questa nuova collezione che dalla prossima settimana sarà in tutte le edicole.
- Bene, e perché ha deciso di venire a parlare proprio con me?
- E’ una collezione che ognuno di noi dovrebbe avere in casa. E lei, che tiene al bene comune, che è un uomo tanto sensibile e che conosce la differenza tra il bene ed il male, sa di certo che ogni uomo ha bisogno di questa collezione. E poi ho pensato che sarebbe un’ottima trovata per la stampa. Finalmente anche lei potrebbe invocare un testo sacro, come fa il suo nemico Bin Laden.
- Di cosa esattamente parla il suo libro?
- Presidente, mi permetta, ma di cosa può parlare un libro che si chiama “Sacra Bibbia”? Di rape e carciofi?
- Sì, ma come mai questo prezzo per una copia?
- Lo so, un euro è poco. Ma non si preoccupi, è solo il prezzo del primo numero. Per abbindolare le persone. Lei dovrebbe essere abituato a queste cose.
- Senta, sa com’è, ma in questi casi ci vuole sempre qualcosa “in cambio”, mi capisce vero? Mi esponga bene la sua proposta…
- Presidente… presidente… non vogliamo mica finire tutti e due in carcere per corruzione? Pensi a tutte le televisioni che trasmetteranno la sua pubblicità. Ed i giornali che scriveranno: “Il presidente Bush ama Dio”. Lei non sarà più il presidente degli Stati Uniti, lei diventerà il presidente del mondo.
- Mi ha convinto. Ha già pensato allo spot che girerò?
- Certamente, uno spot ideato su misura per lei. Si immagini questa scena. Lei di notte che cammina su un sentiero buio, fa freddo ed il vento ulula. E all’improvviso vede una luce e poi un uomo. Sarò io quell’uomo. E l’abbraccerò e lei non avrà più freddo. Poi la condurrò per mano sul ciglio di un burrone. E lei avrà paura. Ma io le dirò: “Presidente non abbia paura, lei non è Abele. E quindi non è peccato”. E la getterò giù nel burrone.
Mister Blog
lunedì, novembre 22, 2004
“PRIMA PROVA CONCORSO MISTER BLOG”
Presentarmi sarebbe come chiedervi di vedermi secondo la mia ottica. Ed a me non piace imporre le mie idee agli altri. Preferisco la discussione, il confronto, il dialogo aperto. Con cui poter capire e far capire. In fondo a questo dovrebbero servire le parole. Permettere uno scambio di pareri e di opinioni per giungere ad una propria idea. E mi spiace davvero, ma non ho alcuna intenzione di darvi un’idea bella e pronta su di me.
10.12.2003 13.01
I tempi non sono ancora maturi.
- commento come se l’avesse scritto un altro blogger
Porcosanto! Qui si può bestemmiare? Mi mette un po’ d’angoscia questo blog, tutto questo bianco e nero e lo sfondo sfocato… cosa c’è scritto? Parola del Signore, rendiamo grazie a Dio. Porcosanto! Ma è un blog sulla religione questo? E cosa significa questo post? I tempi non sono ancora maturi per cosa? Le percoche sono ancora acerbe? Non è la stagione giusta questa, hai ragione. Porcosanto!
- come lo commenterei oggi
Un primo post fuori dell’ordinario che assume un senso solo considerato a posteriori. I tempi non erano ancora maturi. Avevo ancora delle cose da mettere a posto nella mia vita e non mi sentivo preparato a sufficienza per dare inizio a questo progetto. I tempi non erano ancora maturi. Aspettai altri tre mesi almeno per trovare il coraggio di prendere la parola. Era una vita nuova la mia, la vita che avevo scelto e conquistato.
Mister Blog
mercoledì, novembre 03, 2004
Il male minore. Notte insonne. Con la testa davanti al televisore. O sotto al cuscino con le cuffie nelle orecchie. Sta andando esattamente come m’aspettavo, oltreoceano. E mi sarei voluto davvero sbagliare questa volta. Kerry non è un santo, ne sono sempre stato convinto. Ma in un periodo così difficile non ci resta che appoggiarci al male minore, sperando non faccia troppo male. Ma sembra che questo gli americani non l’abbiano capito. O forse sono io a non averci capito nulla. Posso mica ritenermi superiore ai 56 milioni di americani che hanno votato Bush? Non lo so davvero, forse sì. O almeno così mi piace credere. Nell’attesa vi consiglio un mini-video. Vi farà distrarre per una sessantina di secondi. Non di più, mi dispiace.
mercoledì, ottobre 06, 2004
Lettera aperta. Eccomi qui, a leggere per la seconda volta le tue parole. A volte ho bisogno di leggere e rileggere per capire, ma altre volte – come in questo caso – le mie sensazioni sono così chiare che soffermarsi troppo significherebbe perdere quel nitore. Da cosa cominciare? Potrei dirti che mi piace il tuo stile, che la scelta dei vocaboli è accurata e che dall’effluvio di citazioni si nota il tuo forte background. Ma voglio parlarti di me. Sono abituato a parlare solo di ciò che conosco ed in questo caso conosco solo me stesso, tu continui a rimanere un estraneo. Quindi parlo di me. Sono un ragazzo di 23 anni. Carino, ma non più di tanto. Intelligente, ma non più di tanto. Simpatico, ma non più di tanto. Sono un ragazzo qualunque, uno di quelli che tra la folla nemmeno li noti. E’ una mia scelta. Fino ad un paio di anni fa cercavo di attirare l’attenzione del mondo con vestiti eccentrici che davano sicuramente nell’occhio. Era l’unico mezzo che avevo per farmi notare. Non potevo contare su nient’altro. Così l’abbigliamento era diventata la mia arma di difesa e di attacco. Ma poi ho conosciuto un uomo. C’è sempre un incontro di mezzo quando si parla di cambiamenti, ci hai fatto caso? Da quel giorno – da quello stesso giorno – non sono stato più lo stesso. E sono cambiate diverse cose in questi due anni. Ho rinnovato la mia vita, distruggendo completamente ciò (o chi) ero e ricostruendo tutto daccapo. Ho deciso di essere un ragazzo qualunque, un ragazzo che nella folla nemmeno si nota. Ma attenzione a non incrociare il suo sguardo o a dargli la possibilità di iniziare una conversazione. A quel punto tutte le certezze andranno a farsi fottere e l’anonimo ragazzo comincerà ad assumere dei connotati diversi da quelli supposti. Cosa intendo? Credo che tu già lo sappia, visto che sono qui a rispondere ad una tua lettera. Ho deciso di essere così. E’ una mia scelta. Adesso potrei farti il resoconto dei miei ultimi due anni e dirti come sono arrivato ad essere ciò (o chi) sono. Ma è una lunga storia, un lungo viaggio che ancora deve terminare e, di grazia, non terminerà mai. E’ in quest’ottica che rientra la “valigia dell’attore”. Oggi considero (ma forse l’ho sempre fatto) la mia vita come un enorme palcoscenico su cui poter interpretare le svariate sfumature della mia personalità. Sfumature a cui ho dato un nome ed una precisa identità. I miei burattini, come mi diverto a chiamarli. C’è Astianatte (il re solo), Carrie Bradshaw (il superficiale fashion victim), Chicco (il bambino indifeso), Iahvé (il cinico intellettuale) e tanti altri. Scissione della personalità? Può darsi, ma è tutto più complicato e, per certi versi, ancora più perverso. A questo punto entri in scena tu. Che posto potrei affidarti nella mia vita? Non ne ho idea. D’istinto risponderei nessuno. Non condivido il tuo modo di vivere. E, stai ben attento, non perché sei sposato e cornifichi tua moglie. Sono stato con diversi uomini sposati e non mi sono mai fatto problemi. Mi sembra di capire, però, che tu cerchi un rapporto da coltivare, parallelo al tuo matrimonio. E questa è una cosa che non mi piace affatto. Provare attrazione sia per uomini che per donne (seppur io non ci creda, ma è una mia opinione personale e, come tale, opinabile) non significa avere due rapporti paralleli. Uno con una donna ed uno con un uomo. Non è così che funziona. Va bene scopare con uomini e con donne indistintamente, ma volere due rapporti no. Non è possibile, mi dispiace. Non è giusto nei confronti di tua moglie né nei tuoi. Ti sei sposato, no? Per amore o per chissà quale altro motivo. Ma hai scelto di sposarti ed hai scelto di restare con lei. Che senso ha, allora, cercare un altro rapporto? Non si tratta di credere nel valore del matrimonio, i miei genitori sono separati da più di dieci anni quindi sono il primo a non credere in tale istituzione. Ma tu ci hai creduto e continui a crederci. E questo non è un primo ostacolo, come tu lo definisci. Qui si tratta di onestà verso sé stessi e verso le proprie scelte. Non m’interessa se tu cornifichi tua moglie con me o con una donna. M’interessa che tu desideri “continuare a restare abbracciati, continuare ad accarezzarsi e parlare, raccontarsi e ascoltare” dopo aver fatto l’amore. Forse qui la scelta del vocabolo è casuale, ma tu cerchi l’amore, non una scopata. E questa è una cosa che non potrei mai darti. Ho smesso di dirmi bugie e di credere nelle favole. Per me il bianco è bianco ed il nero è nero. Con te, supponendo che tu mi piacessi, ci scoperei e basta. Sesso, una sola volta. Poi mi alzerei, mi rivestirei ed andrei via. E’ così che faccio con tutti. Che motivo ho di restare nel letto di un uomo per cui non provo nulla? Ma con te è diverso, seppur provassi qualcosa per te sarebbe in ogni caso soltanto una scopata. Perché credo troppo nel valore delle scelte e sono troppo onesto con me stesso per fingere o mentirmi. Il sesso è sesso e necessita di attrazione fisica e poco altro. E l’amore è tutta un’altra cosa. Che rapporto potremmo avere noi due, allora? Un rapporto amoroso sicuramente no. Una scopata probabilmente no. Un’amicizia chissà. Non ho intenzione di chiudere porte né di aprirle con questo mio sfogo (decisamente sentito, come avrai capito). Ho voluto soltanto dirti come la penso. E suggerirti che c’è un mondo intero pronto a fingere per e con te, quindi sei ancora in tempo a tirarti indietro da me. Io non fingerò né ti mentirò. Ti spiaccicherò la verità (la mia verità) in faccia senza ritegno né pudore. Sono fatto così. Ho scelto di essere così. Perché la scelta è fondamentale nella mia vita. E non va presa mai alla leggera. Sia che si tratti di far colazione con caffè o cappuccino. Sia che si tratti di sposarsi o meno.
martedì, settembre 28, 2004
Un piccolo giochino, preso in prestito dalla piccola Joey. Vediamo cosa salta fuori. Primo disco acquistato: 45 giri di “Cicale” (Heather Parisi) Ultimo disco acquistato: “Cabo verde” (Cesaria Evora), “Mixed emotions” (Dinah Washington), una raccolta di Bessie Smith, “Ascenseur pour l’échafaud” (Miles Davis) Disco che ha cambiato la tua vita: il mio primo cd jazz (una compilation di Billie Holiday) Copertina preferita: quella di una raccolta di Grace Jones Disco imbarazzante: la raccolta completa dei singoli di Geri Halliwell La canzone che avresti voluto aver scritto: “Willow weep for me” (Ronel) Quella che vorresti fosse stata scritta per te: “I’m a fool to want you” (Wolf, Heron, Sinatra) Quella che ti fa venire in mente la tua infanzia: “La bambola” (Patty Pravo) e tutto il repertorio di Mina Quella che riassume la tua adolescenza: “Ironic” (Alanis Morissette) Quella con cui vorresti svegliarti: “Erevan” (Radiodervish) Quella che vorresti per un tramonto: “Fragile” (Cassandra Wilson) Quella da suonare con gli amici sulla spiaggia: qualsiasi cosa, tranne Baglioni e Battisti Quella che non vuoi sentire mai più: tutto ciò che passano ad Mtv ed alla maggior parte delle radio Quella che odiavi ma adesso ami: “Summertime” (Gershwin) Quella che vorresti al tuo matrimonio: “The man I love” (Gershwin) interpretata dal vivo da Billie Holiday Quella che vorresti al tuo funerale: “De gas pipe she’s leakin’ Joe” (Sarah Vaughan) Quella che descrive perfettamente un momento della tua vita: “Historia de un amor” (Guadalupe Pineda) Quella che ti piace nella collezione dei tuoi genitori: “Caruso” (Lucio Dalla) Quella che piace ai tuoi genitori nella tua collezione: “Mimì sarà” (De Gregori) interpretata da Mia Martini Quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico: “Per amore” (Zizi Possi) Quella che ti fa venire in mente la tua prima cotta: “Final countdown” (Queen) Quella che ti fa pensare al sesso: “Teach me tonight” (Dinah Washington) Quella che ti fa pensare alla solitudine: “I sospiri le lacrime e ‘l desìo” (Enrico Pieranunzi) Quella per quando sei incazzato: “Luna” (Loredana Bertè) Quella con il miglior finale: “Pra dixer adeus – To say goodbye” (Sarah Vaughan) Quella con il miglio inizio: “You let me down” (Billie Holiday) Quella che più ti estrania dalla realtà: la Madama Butterfly con Toti Dal Monte Quella più triste: “Strange fruit” (Allan) Quella più brutta che hai in casa: Greatest Hits Volume 2 (Madonna) La migliore di una colonna sonora: “La finestra di fronte” (Andrea Guerra) La migliore da sentire in viaggio: dipende dal viaggio Quella che ascolteresti se fossi nello spazio, prima di sganciare la corda per staccarti dalla navicella: “Fields of gold” (Eva Cassidy) Quella che fa più paura al buio: la musica non mi fa mai paura Quella da cantare sotto la doccia: “All of me” (Marks, Simons) Quella che ti fa venire voglia di ballare: “Try again” (Aaliyah) Quella per pogare: “Charlie big potato” (Skunk Anansie) Quella per la tua città: “Che m’importa del mondo” (Mina) Quella con più parolacce: Alanis una volta ne metteva tante Quella con il miglior duetto: “Can anyone explain?” (Ella Fitzgerald e Louis Armstrong) Quella con il testo più originale: “Flying home” interpretata da Ella Fitzgerald, a parte lo scat non mi pare ci sia un testo Quella con il testo più bello che tu abbia mai sentito: ce ne sono tante, adesso mi viene in mente “Trust me” di Janis Joplin Quella su cui fare l’amore: non faccio l’amore Quella più nostalgica: “Please don’t let me be misunderstood” (Nina Simone) Quella più brutta: ce ne sono tante di brutte, ma una che proprio non mi piace è “Unforgettable” Quella sull’amore vero: esiste anche l’amore falso? Comunque “Love for sale” (Porter) Quella di uno spot: “And I love him” (Ester Phillips) Quella per riflettere: “Il disertore” (Ivano Fossati) Quella che ti è stata dedicata: tante, probabilmente troppe
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